RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE…
E REAGIRE !

Una grave e preoccupante FORZATURA al DIRITTO, soprattutto al sacrosanto DIRITTO al LAVORO che è garantito ad ogni Cittadino Italiano dalla Costituzione, viene perpetrata quando una Pubblica Amministrazione pretende, per la partecipazione ad una gara o ad un appalto, che le Aziende esibiscano un Certificato di Qualità Accreditato, ed ancor più grave e LESIVA del DIRITTO è la pretesa che il Certificato debba essere ACCREDITATO SINCERT.
Certo, il Privato Cittadino o l'Azienda, possono scegliersi un fornitore di beni o servizi di loro gradimento ma non altrettanto può fare l'Ente Pubblico o incaricato di Pubblico Servizio che invece deve scrupolosamente attenersi alla Legge e soprattutto deve preoccuparsi che i comportamenti non determinino discriminazioni in danno di alcuno.
Non essendovi una legge dello Stato e nessuna disposizione governativa che disciplina la materia dell'Accredito e non essendo l'Accredito elemento sostanziale della Certificazione di Qualità, bensì una scelta volontaria degli Organismi di settore, l'Ente Pubblico o incaricato di Pubblico Servizio deve essere equanime e financo eroico nell'applicare salomonicamente la norma, norma che deve restituire al Cittadino Italiano il proprio e fondamentale DIRITTO al LAVORO. Aggiungiamo che a maggior garanzia e tutela dei terzi l'Ente pubblico o incaricato di pubblico servizio DEBBA più realisticamente esigere, dagli Organismi di settore, che ESIBISCANO SEMPRE L' AUTOCERTIFICAZIONE a corredo della veridicità di quanto esposto nei documenti da loro emessi e della assoluta corrispondenza alle norme di riferimento internazionali.
L' AUTOCARTIFICAZIONE
, a differenza del semplice accredito che è una minuscola ed opinabile garanzia che private realtà offrono a privati cittadini, ha il vantaggio del valore legale con una immediata implicazione sanzionabile perché espressamente prevista dal codice italiano.
Il nostro Istituto, da sempre, insieme all'accredito VERITAS/ALIM, ha corredato i propri documenti certificatori dell' AUTOCERTIFICAZIONE ritenendola l'unica ed incontrovertibile garanzia che un fornitore di servizi debba esibire al proprio interlocutore pubblico.

Abbiamo sopportato con stoicismo, quasi con eroismo, di confrontarci con un mercato difficile; abbiamo affrontato lealmente la concorrenza secondo deontologia e buon senso ma, ora, riteniamo giunto il momento di affrontare con chiarezza, in un pubblico dibattito, un argomento controverso ma che finalmente possa consentire agli ENTI DI CERTIFICAZIONE INDIPENDENTI (quelli che non si riconoscono in SINCERT) di far sentire chiara e forte la propria voce al mercato, alle Autorità, agli Enti pubblici, agli Operatori di settore e di capire finalmente cosa si agita nel mondo autoreferenziato della Certificazione di Qualità.

Si confrontano due modelli interpretativi e due complementari scuole di pensiero: quello di SINCERT e quello degli ALTRI che in SINCERT non si riconoscono ma che esercitano un loro sacrosanto e legittimo diritto all'indipendenza, al confronto ed alla competizione.

Allo scopo è stato costituito in Italia, per iniziativa di una Associazione di Imprenditori, in concorrenza a SINCERT, un'altro ENTE DI ACCREDITAMENTO - VERITAS/ALIM (Associazione Libere Imprese Milano), che già opera facendo specifico ed oggettivo riferimento alle stesse direttive e norme internazionali, che si è dotato di un ORGANISMO DI CONTROLLO severo e indipendente e che, come per SINCERT, è quindi riconosciuto di FATTO E DI DIRITTO (non essendovi in Italia alcuna disposizione governativa e nessuna disposizione di legge che regoli la MATERIA DELL'ACCREDITO o che abbia delegato a SINCERT il titolo o l'incarico di ENTE ACCREDITANTE). - vedere il comunicato SINCERT al sito - www.sincert.it - f.a.q Accreditamento - che è alla base del titolo di UNICO ENTE DI ACCREDITAMENTO che cotanto nostro concorrente si è attribuito -

La materia è assai duttile e controversa e presta il fianco a diverse e non disinteressate interpretazioni ma la tendenza al MONOPOLIO ed all'esercizio di una POSIZIONE DOMINANTE di SINCERT, che la nascita di un concorrente - VERITAS/ALIM - pone in discussione, così da giustificarne la reazione scomposta, irritata ed intollerante, mette in evidenza il loro terrore di perdere o vedere seriamente compromessa una comoda ed assai remunerativa posizione di preminenza sin qui esercitata. (si noti che in un mercato quale quello Italiano la totale mancanza di concorrenza e l'esercizio di una manifesta ed incontrovertibile posizione dominante e monopolistica, sinora esercitata da SINCERT, sono espressamente vietate dalla Legge).

Vi è ancora un'altra riflessione da connotarsi, quella che si sostanzia quando nel mercato si verifica, da parte di una sola azienda che fornisce beni o servizi, l'esercizio di una posizione di preminenza senza alternative, cioè quando in un settore dell'imprenditoria opera un solo fornitore che, come nel nostro caso con la presenza immanente di SINCERT, è in grado di imporre regole e costi che se non accettati supinamente escludono l'interlocutore dal mercato, determinandone la cessazione dell'attività.

Questa è la chiara e manifesta condizione che configura un vero PATTO LEONINO che, come la posizione dominante e monopolistica, è vietato dalla Legge Italiana e che noi ci premuriamo quindi di inoltrare al GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO perché intervenga a sanare codesta invereconda anomalia che umilia le aziende e imbarazza il libero mercato.

Noi, ENTI DI CERTIFICAZIONE INDIPENDENTI ACCREDITATI VERITAS/ALIM, proseguiremo per la nostra strada perché abbiamo l'assoluta certezza di promuovere proselitismo e di crescere in numero e rappresentatività e, sia pure faticosamente, di saperci confrontare legittimamente quanto lealmente con SINCERT in ragione di una sana e doverosa concorrenzialità che sola può consentire un utile raffronto a beneficio delle parti, del mercato e degli operatori del settore.

Ancora, e senza infingimenti, vogliamo aprire una riflessione sul pretestuoso assunto che SINCERT veicola come patente di nobiltà e dal quale fa ascendere una indicazione di supposta maggior autorevolezza e correttezza formali, quella di far parte di un contesto di MUTUO RICONOSCIMENTO tra realtà omologhe di altri paesi.

Far parte di una realtà così algida e lontana non è sempre e di per se garanzia di comportamenti coerenti e deontologicamente affidabili mentre, diversamente, come nel nostro caso, è assai più verosimile che un controllo immanente e subitamente presente ancorché geograficamente più prossimo al controllato, sia assai più efficace perché incombente al momento della prova e della verifica.

Purtuttavia, noi ENTI DI CERTIFICAZIONE INDIPENDENTI ACCREDITATI VERITAS/ALIM, affermiamo che la normativa di riferimento cui ci ispiriamo e che quotidianamente applichiamo debba essere la stessa cui SINCERT e gli omologhi Enti degli altri paesi fanno riferimento e, per ribadire questa nostra posizione, suggeriamo una chiosa all'oggetto del contendere al fine di sdrammatizzarne il percorso interpretativo: che non sia una realtà terza, SINCERT o altri autoreferenziati, a decidere i buoni e i cattivi, quelli da premiare o castigare, ma che sia la CATEGORIA degli OPERATORI DI SETTORE ad esprimere al loro interno un ORGANO DI AUTOGOVERNO serio e rigoroso e da tutti accettato quale ORGANO DI AUTOCONTROLLO.

Questa realtà democraticamente espressa dalla categoria garantirebbe un reciproco, severo ed attento esame dei comportamenti deontologici, farebbe crescere la categoria in assunzione di responsabilità, abbatterebbe i costi ciclopici e non negoziabili che ora SINCERT impone e che gli operatori debbono supinamente accettare pena l'espulsione dal mercato, e darebbe alla Categoria quella patente di indipendenza ed autorevolezza che solo un comparto imprenditoriale maturo e consapevole del proprio ruolo può meritarsi, decidendo autonomamente del proprio destino.

Affermiamo tutti insieme, con forza e determinazione: BASTA CON CHI ESERCITA UNA INDEBITA POSIZIONE PARASSITARIA E UNA RENDITA DI POSIZIONE MONOPOLISTICA, IN DANNO DELLE RISORSE DELLE AZIENDE E DEL DIRITTO AL LAVORO DELLA CATEGORIA.

Da un articolo su Il Giornale del 28 febbraio u.s. a firma Francesco Cossiga "Presidente Emerito", citiamo un concetto che, traslato, può applicarsi alla disputa tra il nostro Istituto e SINCERT:

"…MI INQUIETA LA POTENZA DEI POTENTI,
MI TURBA LA LORO PREPOTENZA
MA MI ANGOSCIA E ATTERRISCE LA LORO
SUPERFICIALITA' E LA LORO IGNORANZA…"

Citiamo ancora da una comunicazione SINCERT che chiunque può verificare dal sito omonimo (- www.sincert.it - f.a.q Accreditamento -) riferita a due precisi quesiti:

  • L'ACCREDITO E' OBBLIGATORIO?
    No, non esiste alcuna Legge che obblighi o vincoli gli Organismi di Certificazione, i Laboratori di prova e taratura all'accreditamento. L'accreditamento è una scelta volontaria degli Organismi/Laboratori che intendono così impegnarsi nel dare evidenza di una caratteristica in più per quanto riguarda la correttezza, la trasparenza e la professionalità della loro attività. D'altra parte solo l'Accreditamento garantisce la fiducia nel Sistema nella sua complessità, per cui è richiesto nella maggioranza dei casi.
  • SETTORE EA 28 - Qual'è il valore delle certificazioni rilasciate da Organismi di Certificazione accreditate da SINCERT, accreditate da Enti firmatari di accordi di mutuo riconoscimento e infine da Organismi non accreditati?
    Come è certamente noto, l'accreditamento garantisce che l'Organismo di Certificazione (OdC) opera in conformità ai requisiti delle Norme ad esso applicabili.
    Le attività di Certificazione Volontaria, regolate dalle Norme suddette
    , non sono sottoposte a specifiche Disposizioni Legislative (come invece accade nei settori cogente e regolamentato) e, possono, in teoria, essere esercitati da qualsiasi Soggetto.

Da questi due assunti, e da ripetute altre contraddizioni che si evincono dalla stessa loro comunicazione, SINCERT è costretta - obtortocollo - a dichiarare che il loro Titolo ad esistere ed a operare sul mercato deriva da una condizione di fatto e di diritto.
Essendo però la Certificazione di Qualità una scelta volontaria, non sottoposta ad alcun vincolo di legge ne tantomeno ad alcuna disposizione governativa, SINCERT non ha titolo alcuno per imporre la propria tutela o supervisione, e questo per loro stessa ammissione sia pure ammantata di molti se e di ma.

Una semplice ed ulteriore riflessione offriamo al Mercato, alle Autorità competenti ed agli interessati tutti, quella secondo la quale in SINCERT può esservi riprodotto il vecchio modello del FÜHRERPRINZIP, ovvero il principio del capo carismatico che in virtù di una supposta superiore purezza, è legittimato a sospendere le garanzie dei singoli, assumendo decisioni necessarie al "bene comune", anche violentando il LEGITTIMO DIRITTO ad esistere e a operare dei concorrenti.

C'è da chiedersi, con grande preoccupazione, da chi e come questa "Autorità" possa aver ricevuto adeguata legittimazione per poter sospendere autoritariamente il DIRITTO AL LAVORO riconosciuto a tutti i cittadini italiani e quindi anche al nostro Istituto.

Diceva Leonardo Sciascia che la prevaricazione e la prepotenza dimorano nell'animo degli uomini, specie degli italiani, restii ad accettare i limiti che ad ogni volontà (superiore o inferiore) pone il diritto.

SINCERT NON HA ALCUN DIRITTO di imporre al Mercato se medesimo quale UNICO ENTE DI ACCREDITAMENTO perché a SINCERT nessuna Legge dello Stato ne ha demandato il compito o l'incarico

SINCERT, autoreferenziandosi, impone unilateralmente costi e tariffe e dispone, come abbiamo sopra illustrato, di una posizione monopolistica e dominante che rappresentano una precisa violazione della Legge, non della legge del mercato, ma della LEGGE.