PARLIAMONE !

CONFINDUSTRIA, API, ALIM, ASSOCIAZIONI ARTIGIANALI, SINCERT, VERITAS-ALIM, che cosa rappresentano se non Organizzazioni Sindacali di Imprenditori? Sono riconosciute? L'iscrizione è obbligatoria? Le loro Direttive, Delibere o i patti mutuati con le Controparti Sindacali sono Vangelo?


PARLIAMONE !

Tutte le Organizzazioni Imprenditoriali cui è demandato il compito di rappresentare legittimi interessi corporativi, non hanno ricevuto da alcuno l'incarico o il mandato di rappresentanza, nemmeno i Sindacati dei Lavoratori….., ma, tutte codeste lodevoli ed autoreferenziate Organizzazioni, esistono ed operano in virtù di una ormai consolidata realtà che di fatto e di diritto le legittima.

Orbene, e per meglio chiarire, in Italia nessuna Azienda è obbligata ad aderire ad una di codeste Associazioni ma, invece, tutte hanno l'obbligo di essere iscritte alla Camera di Commercio.

Allora, come mai molti Imprenditori fanno di necessità virtù e decidono di iscriversi ad una Associazione di categoria? E perché scelgono di aderire a Confindustria, ad esempio, la cui iscrizione comporta impegni economici più onerosi che per i concorrenti?

Sommessamente pensiamo che una Azienda decida di iscriversi ad una Associazione di riferimento scegliendo quella più compatibile alle proprie necessità, in ragione del fatto che gli "isolati" sono alla mercè del mercato, perché l'unione fa la forza, perché il potere negoziale con le diverse controparti è certamente di maggiore spessore, perché la convenienza a delegare solleva le Aziende da ritualità ed impegni cui possono essere impreparate, perché deriva loro l'esercizio di un patto di solidarietà tra simili che consenta di mettere in comune, comuni obiettivi ……. Insomma, per varie ragioni e molte convenienze.

Le Aziende, quindi, scelgono una Associazione piuttosto che un'altra perché ognuno è portatore di individuali aspettative e per queste è disposto a "sacrifici" tra loro differenti e talvolta onerosamente diversi.

Partendo da questi assunti, una Azienda, che non ha delegato alcuno a rappresentarla, potrebbe anche - e sottolineo potrebbe - disattendere o non applicare gli accordi che dette Organizzazioni hanno stipulato con le controparti più diverse ma …… che accade di fatto? Accade che il mercato impone loro, e loro malgrado, la convenienza ad accettare ed applicare i citati accordi perché, diversamente, la decisione di non applicarli comporterebbe, per le "Aziende disobbedienti", costi e disagi non compatibili con il sano principio di parametrare costi-benefici, costi-ricavi: nella sostanza, nessuno ha obblighi associativi ma tutti ritengono essere conveniente di adeguarsi.

Ci domandiamo e domandiamo ai diversi che consulteranno il nostro sito: perché un Imprenditore, un titolare d'Azienda che non ha obblighi, si assume l'onere di aderire ad una Associazione di Categoria? Perché tutti sono consapevoli che ogni Associazione è votata a rappresentare comuni obiettivi e li perseguono attraverso un comune sentire anche percorrendo strade tra loro diverse, pur tra loro complementari; mai, comunque, in antitesi tra loro: questo è lo spirito che anima un Imprenditore avveduto.

Lo scopo, quindi, è quello di tutelare legittimi interessi che, sia pure visti da ottiche anche tra loro dissimili nella forma, sono però uguali nella sostanza, quella di rappresentare sane e comuni aspettative corporative.

Questo accade ed è la consuetudine comportamentale del "Mondo dell'Impresa" mentre, nel "Mondo della Certificazione" le situazioni ed i relativi comportamenti parrebbero diversi.

Questa è una tale anomalia da giustificare, in chiunque abbia legittime aspettative, qualche perplessità, riserva e sconcerto.

Perché sussistono queste anomalie nel Mondo della Certificazione? Perché nel "Mondo della Certificazione" opera ed impera un MOLOK che tutti opprime e che esercita una posizione monopolistica e dominante (vedi SINCERT) gestito autocraticamente da un "INAMOVIBILE ESARCA DELLA CERTIFICAZIONE", detto Ing. Lorenzo Thione, che non vuole rendersi conto di non essere più nel Medioevo e che il Mondo dell'Impresa, nel frattempo, ha avuto una rilevante accelerazione nella direzione della libertà di intrapresa, attraverso l'esercizio della libera concorrenza.

Per ovviare a codesto "inconveniente" ed indirizzare il mercato su binari di opportuna concorrenzialità auspichiamo che gli Operatori di settore e le Autorità competenti convengano di prestare una mirata attenzione a codeste nostre sane perorazioni: non vogliamo fare la guerra ad alcuno ma, se dovessimo venire tirati per i capelli in una provocazione senza alternative, come nei fatti sta avvenendo, non ci sottrarremmo alla sfida ma ci attrezzeremmo per non perderla, anche se per convinzioni e cultura personali non la andremmo certo a sollecitare.

Ora seriamente ci domandiamo e rimandiamo al Consiglio di Amministrazione di SINCERT: A chi giova codesto contendere? Al Mercato? Alla SINCERT? Al Suo Presidente? Alle Istituzioni? Alle Aziende? ……..A chi, insomma?

Forse, solo al nostro immarcescibile "Imperatore" ed al "suo improbabile impero", per affermare e difendere il quale, SINCERT ed il suo "VATE", potevano scegliere strade meno accidentate ma ancora percorribili. Ma si sa, per tutelare la "bottega" i bottegai miopi sono persino disposti a giocarsi il "portafoglio" salvo poi rammaricarsi di averlo perso o seriamente compromesso.

Mio padre, vecchio e saggio antiquario, vissuto in un periodo ove la stretta di mano valeva un contratto, diceva che le dolorose mediazioni davano sapore agli affari e suggeriva un sano proverbio: Piuttosto che una sanguinosa ed incerta vittoria meglio una pace sofferta.

Al Consiglio di Amministrazione di SINCERT ed al Suo "Illuminato Presidente" voglio lanciare una "gomena" (come direbbe un marinaio). La Santa Pasqua di Resurrezione offre agli uomini di buona volontà una occasione di redenzione che tutti accomuna: ricchi e poveri, potenti e negletti, supponenti e remissivi e, financo, a lupi e pecore purchè insieme votati a sane ed intelligenti riflessioni: chi ha buone orecchie e qualche perspicacia intenda.

 

Dr. Alessandro Felloni