VERGOGNA, VERGOGNA
VERGOGNA


Vergogna per la verità mutilata, vergogna per la deontologia calpestata, vergogna, semplicemente vergogna.

Nella precedente comunicazione, riscontrabile su questo nostro sito internet, davamo di conto di una minaccia incombente che aleggiava sulla nostra testa e che si è puntualmente materializzata sul Corriere della Sera di Lunedì 5 maggio 2003.

Da più parti siamo stati avvisati che ESSI (SINCERT ed il Suo algido ed immarcescibile Presidente Ing. Lorenzo Thione) sarebbero “arrivati molto in alto” e che ci avrebbero procurato “seri imbarazzi”.

L’imbarazzo ce l’hanno procurato attraverso un articolo che una consapevole o inconsapevole “giornalista” del Corriere della Sera, tale “Signora” Alessandra Puato, ha redatto per cotanto quotidiano sotto il titolo ad effetto: Certificatori di (incerta) Qualità.

Questa “Signora” ha telefonato al nostro Istituto ed ha interloquito con me direttamente ponendomi domande che solo parzialmente hanno trovato riscontro nell’articolo in predicato.

Lo stesso giorno, 5 maggio 2003, alle ore 8.30, ho chiamato la “giornalista”, all’indirizzo telefonico che si era premurata di lasciarmi, per esternarLe tutto il mio rammarico, trasferendoLe anche la mia riprovazione per la assoluta parzialità del Suo articolo, per la malevolenza e maliziosa descrizione dei fatti, invitandoLa a vergognarsi.

Probabilmente Ella non si vergognerà per quanto male ha seminato e per quanti danni ha generati con la Sua opera di “professionista” della comunicazione ma mi auguro e Le auguro che venga colta da un sussulto di curiosità che La intrighi intellettualmente tanto da motivare la Sua sensibilità orientandola ad un serio approfondimento della materia.


Nell’articolo ha trattato solo cronachisticamente l’argomento riguardante l’autoreferenziato mondo della Certificazione di Qualità basandosi per lo più su fonti interessate a seminare discredito piuttosto che di generare un confronto leale ma, per quanti hanno l’abitudine di consultare il nostro sito ed hanno avuto la sana preoccupazione di documentarsi, questo epilogo era dato per scontato: semina discredito, meglio se con l’inconsapevole complicità di una “Signora” che ha la fortuna di scrivere sul Corriere della Sera, ed otterrai lo scopo di generare dubbi e perplessità.

Noi non abbiamo la forza e nemmeno l’entratura al Corriere della Sera per replicare, replichiamo però attraverso il nostro sito che è pubblico come lo è un articolo del giornale ma con un notevole valore aggiunto, quello che più ci inorgoglisce, ovvero, che ci assumiamo personalmente l’onere e l’onore di quanto andiamo scrivendo, non come sono abituati a fare i nostri antagonisti (SINCERT ed il Suo Presidente “emerito”) che tirano sassi e nascondono la mano dietro il paravento di una “Signora” che ci auguriamo in buona fede ma che si è prestata, suo malgrado, al gioco ed a interessi di parte: è una vergogna per la deontologia calpestata e per la verità mutilata e lo affermo e grido ai quattro venti.

SINCERT ed il suo “coraggioso” Presidente hanno dato informazioni tendenziose, hanno indotto una “Signora”, che collabora da esterna al Corriere, a fare un pezzo di colore la cui lettura è fuorviante ed il cui risultato è esattamente conforme alle “aspettative” dei Signori su menzionati: ha, la “Signora”, il solo torto di non aver approfondito ed ha scritto, forse senza rendersene conto, ciò che era nei desideri di un nostro “concorrente interessato”, senza preoccuparsi dei risultati nefasti cui la deontologia suggerirebbe di non adeguare mai la professione giornalistica.

Il giornalista curioso ed intelligente è quello che va in profondità, che fiuta la notizia e non sposa aprioristicamente una causa ma la verità, specie se in controtendenza allo strapotere del potere.

Auguro alla “Signora” Puato di coltivare queste ambizioni e mi auguro che senta il sacro fuoco della professione giornalistica così che, con uno scatto d’orgoglio professionale, avverta il dovere di scrivere solo la verità oggettiva….. ma forse è chiedere troppo alla “Signora” Puato.

Chiediamo invece a SINCERT ed al Suo rappresentante pro-tempore, Ing. Lorenzo Thione, un comportamento che consenta loro di specchiarsi serenamente e senza vergognarsi troppo perché queste slealtà comportamentali e la demonizzazione dei concorrenti mina alla base la loro già compromessa autorevolezza.

L’autorità morale ancorché deontologica non la si afferma denigrando scientemente gli avversari bensì applicando comportamenti eroici, espressi secondo tolleranza e sagacia professionali, presupposti che sia l’ “Ingegnere” che in SINCERT non sono adusi praticare.

Praticano, invece, il basso profilo, la guerra sotterranea, il muro contro muro, la protervia di chi si sente depositario di un mandato divino, comportamenti abituali a chi non ha specchi che rimandino loro le loro miserie comportamentali.

 

Dr. Alessandro Felloni