A MENTE FREDDA

A mente fredda, con maggior pacatezza e senza indulgere ad atteggiamenti polemici con alcuno, tantomeno con la giornalista Signora Alessandra Puato, voglio rispondere con puntualità alle diverse “chiamate in causa” citate dall’articolo del Corriere della Sera.

Ferma restando la mia indignazione, voglio ricondurre le mie risposte solamente a situazioni oggettive: la Signora B.M., Amministratrice di una Azienda modenese da noi certificata, lamenta una situazione oggettiva, quella che talvolta si materializza quando esibendo un nostro Certificato viene eccepito che, non avendo l’Accredito SINCERT, questo non ha validità.

In risposta cito un capoverso dello stesso articolo che riporta ciò che testualmente dice l’Ing. Lorenzo Thione, Presidente di SINCERT, ovvero, che in Italia una decina (sono invero molti di più) di Enti di Certificazione non sono da SINCERT accreditati ma che ugualmente hanno assoluta legittimità.

Questi Enti non sono accreditati da SINCERT e non hanno alcun altro accredito, tuttavia, come afferma lo stesso Thione, sono assolutamente legittimati a certificare.

Il nostro Istituto, invece, è Accreditato ma non da SINCERT, bensì da una realtà che fa riferimento agli stessi regolamenti internazionali cui si identifica anche SINCERT ed il cui controllo deontologico è sottoposto ad un Organo Associativo Terzo che ne garantisce la corretta e puntuale applicazione.

Se sono legittimati a certificare quelli non accreditati da alcuno (perché l’Accredito è una scelta volontaria e non cogente – come anche SINCERT riconosce – e perché la materia non è regolata da nessuna Legge dello Stato o Provvedimento Governativo) a maggior ragione siamo legittimati noi che esibiamo un Accredito di analogo spessore deontologico a quello emesso da SINCERT.

Il Comune di Modena ha rifiutato il nostro Certificato? HA SBAGLIATO! Ed ha esercitato un indebito discrimine in danno dell’Azienda della Signora M.B. e del nostro Istituto.

SEMPRE, quando un Ente pubblico tenta di comportarsi come il Comune di Modena, il nostro Istituto interviene allegando, a supporto del nostro Certificato, una Autocertificazione con la quale affermiamo la perfetta aderenza del nostro Accredito ai regolamenti di riferimento e SEMPRE il nostro Certificato riottene accoglienza.

Siamo rammaricati per la signora M.B. ma la verità è quella che ho sopra illustrata.

Altro capoverso:

Paolo Moretti, Direttore Generale dell’UNI, dichiara (che l’UNI è uscita dallo stesso SINCERT nel 2001 per aver riscontrato, persino lì, posizione di conflitto di interessi), avverte: ci sono Aziende certificate che nella facciata hanno documenti in regola, ma di qualità non hanno nulla.

Parafrasando il Vangelo rimando a SINCERT: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Da SINCERT ha preso le distanze persino l’UNI, oltre ad altri Associati, questo fatto è di tale gravità che non ha bisogno di commento alcuno.

Altro capoverso:

E’ il nostro Istituto che ha citato in giudizio SINCERT per diffamazione, e non viceversa, ed è tuttora in corso l’iter giudiziario: SINCERT non gioisca, ride bene chi ride ultimo.

Altro capoverso:

Da parte di SINCERT si adombra come una anomalia che sulla Visura Camerale del nostro Istituto vi è annotato (anche manutenzioni di opere edili).

Riteniamo che un Imprenditore che ha più interessi sia da premiare piuttosto che da esecrare, ma SINCERT afferma, con codesta chiosa, che chi certifica non può inquinare l’opera sacerdotale di Certificatore di Qualità con l’esecrabile attività di Imprenditore Edile perché ritiene che quest’ultima attività “è sporca”, mette le mani tra i mattoni e sguazza nella calce, mentre, i Certificatori, volano alto come vola alto SINCERT dalla quale però l’UNI ha determinato di prendere le distanze per atteggiamenti di dubbia deontologia.

Siamo orgogliosi di avere più interessi imprenditoriali perché siamo orgogliosi di praticarli secondo decoro e deontologia.

Altro capoverso:

Per rispondere a questo capoverso mi rifaccio ad alcuni passi essenziali del ricorso al Tribunale di Milano avverso a SINCERT che recita testualmente:
Il Giudice Unico ha affermato che le diverse denominazioni di cui si avvale l’I.I.C.Q. (I.I.C.Q., I.E.C.Q., I.E.T.C.Q., I.I.T.C.Q.) lascerebbero supporre, in modo in veritiero l’esistenza di una struttura complessa ed articolata. Omette di considerare il Giudice come dette denominazioni non siano “denominazioni sociali”, invero ve n’è una sola (I.I.C.Q.), bensì distinti Marchi dei quali l’Imprenditore può, legittimamente, valersi onde differenziare, nell’ambito della Certificazione di Qualità, differenti e più specifici settori, a seconda dell’ambito territoriale e merceologico di attività del Soggetto certificando (beni e/o servizi e/o processi produttivi e/o strutture aziendali).

Altro capoverso:

Quanto all’utilizzo di un altro Marchio contenente l’emblema della Confederazione Elvetica, esso ha sì provocato una reazione estrinsecatasi in una diffida da parte di un Ente di Accreditamento Svizzero (SAS), ma, salvo prova contraria, tale diffida è rimasta “lettera morta” (mai espressione apparve così calzante), posto che l’utilizzo, contrariamente a quanto affermato, non comporta alcuna violazione di Legge (lo stesso SAS lo utilizza).

Altro capoverso:

Non ci siamo mai fregiati apocrifamente dell’Aquila Confindustriale bensì ne abbiamo fatto legittimo uso, secondo i canoni concordati con la sede Confindustriale di Nuoro, ove eravamo iscritti.

La querelle è stata assolutamente composta insieme al riconoscimento della constatata nostra iscrizione in Confindustria.

Detta nostra iscrizione non era stata comunicata per tempo e per negligenza dalla Sede di Nuoro alla Sede Confindustriale romana con ciò denunciando loro carenze organizzative interne non già il nostro diritto, che tale rimaneva, all’uso delle Insegne da parte di un Socio.

Altro capoverso:

………..Persino TUV, l’Ente – emblema della qualità tedesca – è giunto a segnalarlo…..….

Rispondo che TUV ha preso semplicemente un abbaglio perché ha confuso il proprio numero di riferimento (0123) con quello di un nostro Certificato che ugualmente inizia con 0123 ma prosegue con altro numero, di fatto MODIFICANDO SOSTANZIALENTE la comparazione tra i due numeri (chi ha stabilito che i numeri progressivi che partono da una stessa base non debbono essere usati se non da chi ne ha preso possesso per primo, come se l’aritmetica possa essere brevettata o di esclusivo appannaggio di un ENTE – emblema della Qualità Tedesca.

Evidentemente, essere l’emblema della Qualità Tedesca fa agio sui Certificatori Italiani, o in Italia vige – come vige – libertà di intrapresa e quindi una indipendenza imprenditoriale che distingue Tizio da Caio purchè tra i due sussista reciproco rispetto? Naturalmente l’ENTE - Emblema della Qualità Tedesca – ritiene che al di fuori o al di sopra di esso non possa esservi decoro e correttezza, mentre noi rivendichiamo analogo decoro e correttezza anche in tanto e in quanto, semplicemente Italiani.

Altro capoverso:

E’ vero, SINCERT ha diffuso un Comunicato a noi avverso, ma è altrettanto vero che noi abbiamo risposto con un altro Comunicato, veicolato attraverso lo stesso strumento Internet che invitiamo tutti a consultare.

Siamo certi dell’intelligenza e della sagacia di quelli che avranno la curiosità di leggere quanto pubblicamente abbiamo già veicolato e quanto ancora andremo pubblicando affinché, prima o poi, LA VERITA’ SI FARA’ STRADA e le posizioni non viziate da pregiudizio troveranno una decorosa composizione.

Chiedo troppo ai curiosi che vorranno documentarsi ma spero che dopo questa lettura avranno le idee più chiare e più chiari appariranno i termini della querelle tra noi e SINCERT e tra noi ed il Mercato che è il vero nostro più sano ed auspicabile obiettivo.

 

Dr. Alessandro Felloni