RIFLESSIONE LEGGIADRA DI UN ADDETTO AI LAVORI:
CHI CONTROLLA I CONTROLLORI ?


SINCERT è latitante quando deve attivare i controlli sulla conformità dei Certificati Qualità destinatari del Suo Accredito?
Ovvero, e più direttamente: chi controlla che i controllori controllino? NESSUNO.

Esempio da manuale, riscontrabile sul sito internet www.iene.it, che testualmente recita:
Alessandro Sortino – Controllo Qualità
A Priolo in provincia di Siracusa gli scarichi abusivi erano un’usanza conosciuta da tutti. Ma chi controllava gli scarichi e gli smaltimenti delle industrie nella zona, come mai non si è accorto mai di nulla, e rilasciava il Certificato di Qualità ISO 14001. Anche l’Enichem ha avuto rilasciato il certificato di Qualità. Ma chi lo ha rilasciato? E a chi appartiene l’azienda che rilascia questi certificati? La iena Alessandro Sortino indaga.
Risposta:
L’Ente di Certificazione cui si riferisce il comunicato di cui sopra è Certiquality che, certamente, avrà le sue giustificazioni.

Nostre riflessioni:

Siamo curiosi di sapere – come lo sarà il mondo tutto della Certificazione e lo saranno anche le Autority, le Aziende, gli Enti Pubblici, gli Organismi di Certificazione e gli Organi di informazione – quali giustificazioni addurranno, SINCERT ed il suo arcaico ed inamovibile Presidente, sulla pertinenza e legittimità dell’Accredito che i Certificati di cui sopra spendono, a supporto e garanzia della “deontologia” che sottintende all’emissione dei documenti sopraccitati.

Se i discussi Certificati fossero stati corredati da Autocertificazione – come prevede l’Accredito VERITAS-ALIM – e da una Polizza Assicurativa a garanzia degli adempimenti correlati all’emissione dei medesimi – sempre come è previsto dalle procedure di Accreditamento VERITAS-ALIM – I TERZI SAREBBERO STATI TUTELATI E GARANTITI e le responsabilità sarebbero state di facile addebito.

L’Accredito di SINCERT, ci domandiamo e Vi rimandiamo, garantisce e tutela i terzi con la stessa graniticità di VERITAS-ALIM, o si limita a sottintendere che “chi ha dato ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto ha avuto?”
Ovvero, parrebbe desumersi dalla presa di distanza che SINCERT ha manifestato in ordine alla chiamata in causa sulle co-responsabilità dell’incidente di cui sopra: abbiamo scherzato, è talmente evidente! Il nostro Accredito rappresenta, per noi, un “grazioso cespite” non un obbligo: non siamo un Ente di beneficenza e nemmeno abbiamo obblighi di Legge che ci vincolano nel rilascio dell’Accredito bensì, siamo una Associazione (senza fini di lucro?) “a responsabilità limitata” ed il nostro Accredito è una “semplice medaglia”, “un ornamento”, “un orpello”, “un decoro” per i Certificati di “incerta Qualità” che vogliono nobilitarsi; non una patacca ovviamente, ma “una benemerenza” che SINCERT rilascia dietro compenso e che, altrettanto ovviamente, non implica per SINCERT alcuna assunzione di co-responsabilità.

Alla luce di codesta palese disinvoltura deontologica, che SINCERT adotta “nel controllare” latitando sui controlli, capiamo meglio e di più sul perché l’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) ha deciso nel 2001, di uscire da SINCERT rilevando, persino lì, posizioni di conflitto di interessi e dichiarando: “ci sono Aziende Certificate che nella facciata hanno i documenti in regola ma di Qualità non hanno nulla”.

Dalle dichiarazioni dell’Ente Nazionale di Unificazione si evince chiaramente che “le cose” si vedono e giudicano assai meglio dall’interno di una realtà che dovendo attendere dall’esterno il verificarsi di un qualche “luttuoso evento” che consenta di far luce sulle negligenze comportamentali che SINCERT giustifica per Sé, ma che invece non accetta e censura drasticamente negli altri, tant’è, che per esorcizzare e perseguire queste “esecrabili eventualità”, si ritaglia il diritto di fare visite a sorpresa e di soppiatto in danno e monito degli Organismi di Certificazione cattivi, deboli, piccoli ed indifesi che, a differenza dei grandi e dei forti, nei confronti dei quali SINCERT è acquiescente (come l’esempio summenzionato dimostra), debbono subire la Sua manifesta, greve e moraleggiante inflessibilità.

Verrebbe facile concludere recuperando un “postulato machiavellico”: Fai e comportati come ti dico ma non come Mi comporto e faccio.

Dr. Alessandro Felloni