SINCERT RISPONDE:
QUALE DEGNAZIONE!


Il 21 maggio u.s. leggiamo un “pensoso” comunicato SINCERT – sempre a firma dell’ “Illuminato” Suo presidente Ing. Lorenzo Thione – che ha un titolo ammiccante ed allusivo: SINCERT RISPONDE.

Non capiamo, e pensiamo che come noi anche altri non capiscano, a chi sia diretto codesto “messaggio in codice” di natura messianica e subliminale, ma esplicitato con una sottolineatura che ne rafforza il “rumoroso” significato, quasi si voglia intendere: adesso puntualizzo e circoscrivo il mio territorio affinché sia manifesto a tutti, e chiaro a chi so io, che le regole “morali e deontologiche” di riferimento sono quelle che ascendono solo dalla mia statura, dal mio ruolo e dal mio “riconosciuto” spessore deontologico e morale.

Ingegnere, si dice in Lombardia, scenda dalla pianta o meglio, scenda dallo sgabello sgangherato dal quale pensa di governare ciò che nessuno Le ha demandato; il tempo messianico dei profeti non Le appartiene mentre “Le compete un piccolo ruolo”, quello affidato ad un funzionario pro-tempore di una realtà autoreferenziata che vuole ritagliarsi un ruolo istituzionale dibattendosi tra labirintiche quanto opinabili giustificazioni che nessuno ha chiesto loro e che nessuna Autorità dello Stato ha loro incaricato di rappresentare.

Ora scendo in dettaglio a rilevare “qualche perla” che sempre generosamente il “nostro autoreferenziato Profeta” ci ha regalato con la Sua generosa prosa che, mentre vuole affermare un principio, contestualmente ne inficia il significato con aggettivazioni e sostantivazioni di segno opposto.

A pag: 2 ultimo capoverso che recita: La conformità delle Regole Tecniche (es. Direttive), spesso indicata con il termine certificazione obbligatoria, garantisce solo il rispetto dei requisiti essenziali e rappresenta quindi un livello basico di qualità, importante ma non necessariamente esaustivo.

Ovvero, ciò che “spesso” viene indicato con il termine Certificazione obbligatoria, potrebbe invece voler dire, per SINCERT, che se una norma è “spessoconsiderata obbligatoria, altre volte è invece da considerarsi facoltativa?

E’ inquietante e chiaro il concetto: ciò che è facoltativo è anche, “spesso obbligatorio”.

Più chiaro di così !

Ma proseguiamo a leggere il “chiarissimo capoverso” che continua: garantisce solo il rispetto dei requisiti essenziali ecc…….

Ovvero: Attenzione, le garanzie cui fa riferimento SINCERT “sono riferite solamente ai requisiti essenziali” mentre tutti gli altri sono, evidentemente, di applicazione discrezionale quanto opinabile ma, la chiarezza di codesto “chiarissimo” capoverso non esaurisce il concetto “aulico” sopra citato, e non informa quali sono le norme essenziali e quali opinabili, forse perché sono tutte opinabili oppure l’interesse a tenerle occultate e segrete prevale sull’interesse a renderle palesi.

Più chiaro di così !

A pag. 5, capoverso 3:

Chi è SINCERT e qual è la Sua Missione.

E’ illuminante il titolo di codesto capoverso: SINCERT non si è data degli “obiettivi od una funzione” – come farebbe una qualsiasi “Associazione” che opera in un mercato, consapevole che il Suo ruolo è quello di “vendere servizi o prestazioni di supporto alle Aziende”, SINCERT ha una Missione.

La presunzione non ha limiti, supera anche il comune pudore e buon senso.

Il Suo Sacerdote massimo – Ing. Lorenzo Thione – è un unto dal Signore che assolve la Sua Missione avendo il coraggio di rendere pubblico codesto Suo destino messianico: non vuole correre il rischio d’essere frainteso e quindi dichiara “corum populi” il proprio destino, quello di “Missionario della Certificazione” cui però NESSUNO ha consegnato alcuna Missione bensì l’incarico, assai più prosaico, di curare i bilanci e che siano floridi, altrimenti…….

Sempre allo stesso capoverso 3, SINCERT si dichiara “Associazione senza fini di lucro” ovvero una “aggregazione di puri ed altruistiche operano però con un tariffario così minuziosamente dettagliato, così discrezionale nella sua applicazione quanto così esosamente concepito, che rimando tutti al Loro sito per constatare la speciosità di cotanta tronfia quanto “leggiadra” affermazione di disinteresse e di puro altruismo missionario.

Nemmeno gli “anacoreti” della comunicazione avrebbero tanta sfrontatezza nel testimoniarsi come invece si testimonia SINCERT, Associazione “senza fini di lucro”.

Più chiaro di così !

A pag. 6, prima riga, che recita: …… accertandone la conformità ai requisiti istituzionali, organizzativi, tecnici e morali stabiliti……….

SINCERT si Autoproclama depositaria del Diritto di verifica – che però nessuna Legge dello Stato ha loro conferito – dei “Requisiti Istituzionali” (vorremmo sapere cosa intende SINCERT ed il Suo Sacerdote massimo pro-tempore per “Requisiti Istituzionali” …….. è probabile che questi non dichiarati ed algidi “Requisiti Istituzionali” siano così citati perché fanno fino ovvero, perché il termine è così sibillino quanto onnicomprensivo di aspetti allusivi che il solo citarne l’acronimo “Istituzionale” riverbera in chi lo cita un ritorno di credibilità e prestigio.

La credibilità ed il prestigio si conquistano sul campo caro “Don Abbondio della Certificazione”, non ci si appropria di rituali che non Le appartengono.

Oltre al requisito, supposto Istituzionale, SINCERT si arroga il compito, meglio la Missione, di verificare anche quelli organizzativi, tecnici e morali.

Avete letto bene, anche i requisiti morali.

SINCERT ed il Suo Pontefice, si vogliono sostituire al Padreterno, al Papa, ai giudici, alla pubblica opinione.

Essi, come “Demiurghi della Certificazione”, emettono pagelle, discriminano i belli, brutti e cattivi ma soprattutto quelli che “moralmente” sono discutibili. Ovviamente secondo il loro codice morale che è quello dei conclamati moralizzatori che mentre vedono la pagliuzza negli occhi altrui ovviano di vedere la trave nei loro.

Come dice il proverbio: Dio mi scampi e liberi dai moralizzatori di professione.

Pag. 7, primo capoverso:

Le regole di SINCERT sono conformi alle norme e guide internazionali applicabili e sono continuamente perfezionate e messe a punto, tramite meccanismi basati sul consenso, attraverso appositi Gruppi di Lavoro a cui possono partecipare tutti i Soggetti interessati alle attività di accreditamento e certificazione.
Il sistema di accreditamento gestito da SINCERT è pertanto un sistema “aperto” e non autoreferenziale, le cui componenti “burocratiche” sono ridotte al minimo indispensabile ed i cui costi sono commisurati all’effettivo valore aggiunto derivante dal servizio fornito.

Ribadiamo:

Sono continuamente perfezionate e messe a punto tramite meccanismi basati sul consenso, ……….

Ovvero le regole che SINCERT impone autocraticamente al mercato sarebbero aggiornate e messe a punto continuamente tramite meccanismi basati sul consenso.

Questa è una affermazione così demagogica e così priva di contenuto pratico da suonare falsa come il suono di una giara rotta.

Ma di quale consenso parlate, di quale consenso ciarlate se non del Vostro consenso interno ?

Chi legge è portato a pensare che per consenso si intenda quello negoziato ed espresso dalle parti in causa attraverso un sano contradditorio il cui risultato media tra complementari esigenze, questo intende il Mercato.

Cosa intenda invece l’Esegeta di SINCERT - Ing. Lorenzo Thione – lo sa solo Lui; noi aspettiamo un chiarimento anche solo letterale del Suo assunto ma siamo certi che la nostra aspettativa insieme a quella del Mercato rimarrà lettera morta.

Continua lo stesso capoverso. Il sistema di accreditamento gestito da SINCERT è un “sistema aperto” e non autoreferenziale ecc.………….

Ci spieghi e ci illumini, “caro professore”, cosa si intende per “sistema aperto”, contrapposto a quello non autoreferenziale.

E’ aperto a chi, a che cosa e cosa significa contrapporlo a quello da Voi dichiarato non autoreferenziale, usandolo quale elemento di chiarezza per meglio esplicitare la non autoreferenzialità.

Parrebbe intendersi che un sistema aperto (a chi, a che cosa, in riferimento a quale mitico concetto luminoso) chiarisca che, il modello di riferimento comportamentale “aperto” di SINCERT, renda evidente che non è autoreferenziato.

Machiavelli, che di labirintiche interpretazioni concettuali era ritenuto un maestro, nei confronti del nostro Sant’uomo (Ing. Lorenzo Thione) si manifesta essere uno scolaretto alle prime esperienze di vita.

Continua il capoverso al n° 4, sempre a pag. 7:

Per ottenere l’accreditamento SINCERT gli Organismi di Certificazione e Ispezione devono soddisfare ai requisiti istituzionali, tecnici, organizzativi e morali
.

Ora è più chiaro, i requisiti morali sono stabiliti da Norme e Guide internazionali, nonché dai Regolamenti e dalle Prescrizioni SINCERT.

E’ lapalissiano che il concetto morale non sia merce da esportazione o di importazione, bensì un concetto legato alle leggi, consuetudini e costumi riferiti ai territori di cui sono espressione, che fare riferimento ai parametri internazionali oltrechè un non senso giuridico è una miseria intellettuale.

Capoverso 5, pag. 8:

In cosa consiste l’opera di controllo svolta da SINCERT?
L’attività di valutazione da parte di SINCERT non si esaurisce con la concessione dell’Accreditamento. L’Organismo accreditato viene sottoposto periodicamente a visite di sorveglianza…………

E’ veramente pietoso riscontrare la tendenza di SINCERT di confondere (maliziosamente?) le pie e buone intenzioni, i comportamenti deontologici di facciata conclamati come abituali (anche perché così dovrebbe essere e quindi già nell’enunciazione gratuita che nessuno Le ha chiesto alberga il dubbio che in SINCERT si rifacciano a situazioni di maniera) con la realtà operativa nostrana.

I casi noti all’universo mondo (e spero anche ai componenti dell’Accordo Multilaterale che prevede controlli però così problematici, non foss’altro che per le distanze geografiche esistenti tra il Controllore ed il supposto Controllato) quelli che abbiamo già denunciati nella nostra comunicazione di qualche giorno addietro e riferiti ai casi Certiquality, TUV e RINA che pur spendendo l’Accredito SINCERT sui loro Certificati sono incorsi in incidenti di percorso di una tale gravità da sconcertare anche i più disponibili e disinvolti cultori della tolleranza.

SINCERT ha concesso – “a pagamento, badate bene” – il Suo Autorevole Accredito che avrebbe dovuto originare un controllo severo – come starnazza di fare SINCERT con la conclamata Sua acutezza di comunicazione – ma che nei fatti NON HA EFFETTUATO, e sapete perché? Perché i grandi Enti di Certificazione godono dei diritti di extraterritorialità, sono degli Alieni per SINCERT ed a codeste realtà è duopo consegnare credito ed autorevolezza indiscussi e quindi, nei loro confronti, i controlli di SINCERT rappresentano una variante in corso d’opera.

Capoverso 8 e capoverso 9 a pag. 10:

Il primo recita: Perché i Clienti e gli Utenti e Consumatori dovrebbero rivolgersi ad un fornitore “certificato” o scegliere direttamente un prodotto/servizio o persona certificati sotto Accreditamento SINCERT?

Perché le Certificazioni Accreditate rappresentano la miglior garanzia dell’effettiva capacità dell’oggetto della Certificazione di fornire i risultati attesi e soddisfare i bisogni associati.
Certificazioni prive delle garanzie offerta dall’Accreditamento possono avere scarsa o nulla validità - dal momento che non vi è evidenza oggettiva della competenza e serietà professionale dell’Organismo che le ha rilasciate – e possono comportare gravi rischi e danni per il sistema istituzionale, sociale ed economico a cui sono destinate……..

La supponenza di codeste enunciazioni è nei fatti riscontrabile anche da chi non è aduso leggere maliziosamente la comunicazione edulcorata e condita di tendenziali buone intenzioni che nei fatti non vengono praticate se non nei confronti dei deboli o supposti tali, mentre nel confronto con i grandi SINCERT adotta speciosi quanto non richiesti atti di fede.

Dice un proverbio: il pregiudizio è segnale di un vizio.

Ovvero, è inutile alambiccarsi nel tentare di demonizzare i concorrenti con enunciazioni di natura subliminale del tipo dico e non dico ma intanto semino perplessità e dubbi sui supposti comportamenti leggiadri altrui, nell’intento assai problematico quanto incerto di valorizzare i propri aulici comportamenti: non paga, non pagano né il pragmatismo né la demonizzazione gratuita, perché i destinatari del messaggio sono adulti e vaccinati ed ormai coltivati alla intelligente interpretazione dei fatti.

Aggiunge il capoverso di mezzo: Per gli Operatori della valutazione di conformità, validamente Accreditati, che devono subire una concorrenza sleale da parte di chi, “quanto meno”, non sostiene gli oneri tecnici ed economici correlati ad un valido accreditamento………..

SINCERT ritiene evidentemente che solo chi paga e profumatamente, direi ossessivamente, i Suoi servigi può essere credibile mentre chi onora deontologicamente il proprio compito d’istituto confrontandosi lealmente con il Mercato - che è il Solo Giudice delle capacità di un Imprenditore – solamente perché si affida al concorrente di SINCERT, VERITAS-ALIM, che ha il senso della misura e rispetta soprattutto il portafoglio oltrechè l’intelligenza dei propri interlocutori, non può essere affidabile o quantomeno potrebbe non esserlo.

L’infingardaggine non ha limiti come non ha limiti la presunzione così maliziosamente praticata ed espressa in codesto capoverso.

Ma l’acme, la vetta dell’intelligenza comunicativa di SINCERT viene raggiunta da quel “Curato di Città” che, a differenza del Don Abbondio di manzoniana memoria che invece era un povero curato di campagna, viene rappresentato efficacemente dall’etereo Presidente di SINCERT allorquando al capoverso 9 della stessa pagina sotto il titolo ad effetto, Quando è “obbligatorio” disporre di Certificazioni Accreditate? Recita testualmente: ………tale scelta, tuttavia, è “ispirata” in misura crescente dal libero mercato (che giustamente richiede garanzie sulla qualità dei servizi di valutazione di conformità di cui si avvale), nonché più o meno direttamente “imposta” dalla committenza pubblica, ove la qualità di tali servizi sia rilevante per la tutela degli interessi pubblici generali……

Avete letto bene, il nocciolo della Lezione di autoreferenzialità e di opinabilità del diritto di SINCERT a pontificare ieraticamente sul nostro mondo è, più o meno, direttamente “imposto” dalla committenza pubblica.

Non credo ai miei occhi: più o meno.

Insomma, caro e simpatico Ing. Lorenzo, quanto è più e quanto è meno?

Ci illumini almeno se è più o meno ovvero se il più o il meno lo decide Lei o chi eventualmente lo determina.

Ci sembra di leggere il copione di Zelig o quello delle Iene (a proposito Vi rimando al sito delle iene: www.iene.it ove troverete ampia testimonianza della deontologia abitualmente praticata da SINCERT e dai Suoi comprimari).

Capoverso 10, pag. 11 che recita: SINCERT ha predisposto apposite prescrizioni contenute nei seguenti documenti…….

SINCERT studia e ponza, medita e riflette, nella persona del Suo Mentore Massimo Thione Ing. Lorenzo, quali altre occasioni di business applicare al Mercato, sempre ed ovviamente secondo il “solito disinteresse” ed il solito copione per leggere il quale basta fare riferimento al capitolo di spesa rappresentato dal tariffario che, con la abituale lealtà SINCERT rende pubblico, e da chiunque consultabile ma purtroppo, da nessuno negoziabile; diamine, SINCERT è una “Associazione di benefattori” senza fini di lucro!

Il capoverso 10 continua a regalarci perle e recita: ………esso prevede inoltre una sia pur limitata attività di monitoraggio nel tempo, mediante la prescritta convalida triennale………

SINCERT, generosamente prevede una “sia pur limitata attività di monitoraggio” mediante la prescritta convalida triennale.

SINCERT insomma, si preoccupa di tranquillizzare il Mercato già in fibrillazione dopo aver letto codesto comunicato fiume col quale informa che la Sua attività di monitoraggio – “sia pur limitata” – è comunque certa quanto discrezionale ergo, state tranquilli saremo discreti, sottintende, ma……… Attenzione saremo sempre presenti e pronti ad emettere fatture corrispondenti agli importi dei controlli che, sia pure nel rispetto di una triennalità, comporterà le “gradite ed affettuose sorprese” corrispondenti a visite ispettive che graziosamente vi faremo di soppiatto.

A pagina 13, sotto il titolo Certificazioni volontarie, SINCERT ci ribadisce la assoluta volontarietà delle scelte che gli Organismi di Certificazione e le Aziende possono effettuare sono ribadite anche se nel proseguo della Sua comunicazione, tenta sempre di seminare la cogenza delle scelte cui il Mercato deve ispirarsi; cogenza che deve però essere sempre assistita nella sua spendibilità dell’Accreditamento SINCERT.

Insomma, SINCERT è in controtendenza alla propria tendenza che è quella del dire e non dire ma nel contempo però affermare ciò che è opinabile affermare.

Capoverso 13, pagina 14 sotto il titolo: Chi controlla SINCERT? Cosa sono gli Accordi Multilaterali di Mutuo riconoscimento?

Al secondo capoverso recita: …….Un primo controllo sugli operati degli Enti di Accreditamento è assicurato dall’azione di indirizzo e sorveglianza svolta dagli stakeholders (tra cui le Pubbliche Autorità)………..
Nelle righe successive attenua il concetto così rigorosamente quanto pomposamente prima enunciato e dichiara che, però………trattasi di un controllo ”interno” esso potrebbe non risultare esente da “sospetti” di “autoreferenzialità”.

E’ esilarante questo capoverso: chi sa cosa sono gli stakeholders? (fra cui le Pubbliche Autorità). Solo il colto demiurgo che presiede le ritualità messianiche in SINCERT – Ing. Lorenzo Thione – e pochi altri, e tra questi anche noi lo sanno.

Ma questa scelta ovvero quella di parlare solo agli eletti è nel DNA del Nostro, Egli non parla al volgo, si intrattiene solo con l’Olimpo.

Prosegue poi lo stesso capoverso: Per essere membri di EA (o IAF, ILAC) gli Enti di Accreditamento devono fornire evidenza della loro concreta operatività e questa deve risultare conforme (quanto meno su base documentale) ai requisiti delle Norme e Guide applicabili.

I membri di EA, Organismo cui nessuna legge di alcuno stato ha demandato curatela alcuna, devono fornire prova della propria operatività (quanto meno su base documentale).

E’ quasi incredibile che il mondo della Certificazione con tutto quanto comporta e per gli interessi che muove, sia affidato ad un organismo autoreferenziato che per affiliare nuove realtà si “accontenta”, quanto meno, di analizzare l’operatività dei candidati su base documentale, esibita dagli stessi interessati.

Spero che codeste mie riflessioni trovino qualche solerte lettore e qualche Realtà del nostro mondo che condivida almeno il dubbio che, chi si è arrogato il diritto di pontificare ed indirizzare i comportamenti e le aspettative che governano la realtà ove operiamo, rappresenti solo Se stesso ed interessi corporativi non sempre condivisibili e spesso discutibili.

Chi tra noi non ha ancora portato il cervello all’ammasso – e so che sono i più – ha l’obbligo morale ancorché l’interesse – di interrogarsi e promuovere individualmente o meglio collegialmente qualche intelligente correttivo; lo merita il mercato, lo merita il nostro interesse di operatori, lo esigono le Aziende e non nuocerebbe nemmeno a SINCERT che del nostro mondo ha rappresentato e rappresenta una cospicua realtà.

Caro Ingegnere, ed esimio e chiarissimo signor Lorenzo, per quanto faccia, per quanto” rumore” tenti di fare e per quanto fumose ed opinabili opinioni Ella esprima attraverso i suoi coloriti quanto fluttuanti corsivi, nell’intento, per altro mai compiutamente manifesto e per quanto allusivamente a noi invece indirizzato, Ella è a me personalmente assai simpatico e spero e mi auguro che non mi tolga, per il futuro, il piacere di risponderle quando vorrà – perché certamente vorrà – darmi l’abbrivio di correlare le mie modeste opinioni alle Sue auliche quanto “gradite intemerate”.

Nella sostanza Ella non ha risposto ad alcuno ma ha voluto, narcisisticamente quanto ludicamente, coltivare il vezzo di parlare a Se medesimo, consapevole com’è di non parlare al Mercato, e men che meno agli addetti ai lavori che già da lunga pezza sono al corrente di quanto si è premurata di veicolare con i Suoi comunicati fiume.

Ma il “Nostro cultore della didattica dell’ovvio” ha voluto ugualmente “dispensarci il nettare del Suo sapere” nel nobile quanto stucchevole intento di aculturare “il gregge di pecore” cui è solito far pervenire il sermone periodico e qualche briciola della Sua arcaica munificenza intellettuale e professionale.

La sana ed auspicabile concorrenza posta in essere tra Organismi di Certificazione “per conquistarsi un posto al sole”, nel difficile e problematico settore dei servizi alle Aziende, Li ha resi attenti e responsabili nella consapevolezza che il Mercato premia solo i migliori che, se vogliono sopravvivere, debbono offrire un prodotto o servizio al prezzo più conveniente, a qualità comparata.

A differenza di come è adusa comportarsi SINCERT che, invece, preferisce demonizzare il concorrente nella vana speranza di neutralizzarne la penetrazione in quello che considera autocraticamente il SUO MERCATO. (Suo di proprietà, non suo nel senso più lato del termine ovvero che lo potrebbe conquistare confrontandosi lealmente in una competizione professionale che premi il migliore, il più capace e lungimirante, quello in grado di offrire un servizio all’altezza delle migliori aspettative delle Aziende, al prezzo più competitivo).

SINCERT ed il Suo versatile Presidente semplificano il concetto: siamo arrivati prima di altri sul Mercato e “non ammettiamo deroghe al nostro diritto” che, di fatto, ci autorizza ad esercitare il titolo al monopolio, alla posizione dominante ed all’esclusiva di Mercato.

Chiarissimo Ing. Lorenzo Thione, in nome e per conto degli interessi generali e del Mercato, Le ripetiamo tutti in coro: “Signor Presidente emerito” si adegui; il Mondo della Certificazione è più maturo di quanto Ella possa immaginare e non ha assolutamente bisogno di tutele, ha la necessità di un confronto intelligente e leale che lo aiuti a crescere, indicandogli la strada più diretta e meno labirintica per centrare gli obiettivi di bilanci aziendali sani e quelli, non meno auspicabili, della soddisfazione del Cliente, cui destiniamo tutte le nostre premure professionali.

Con “rispetto e deferenza
Suo Alessandro Felloni