“INVESTIRE SUL FUTURO”


Investire sul futuro – secondo Fazio, Governatore di Bankitalia – vuol dire investire sui giovani, sulla famiglia, sui “saperi”, in un contesto in cui la concorrenza è innanzitutto competitività.

Il Governatore sottolinea che “va drammaticamente ridotto il numero dei procedimenti amministrativi e cognitivi necessari per avviare iniziative economiche ed incentivare e motivare la concorrenza tra i soggetti del Mercato”.

Il Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, più nota come Antitrust, Giuseppe Tesauro, dichiara che “ al Mercato serve più concorrenza: ne serve proprio di più; troppi monopoli frenano la nostra economia”.

Per Lui, “l’ancora insufficiente apertura del Mercato è una zavorra per la competitività; oggi stimolare la concorrenza è ancora più fondamentale”.

Sostiene “che c’è la scarsa concorrenza dietro al declino dell’economia italiana” ed assai preoccupato precisa che “vede affievolirsi la spinta all’apertura del Mercato in ogni settore dell’impresa e dei servizi ed aggiunge che “nella fase attuale occorre un rinnovato vigore per stimolare la concorrenza in sintonia con l’Europa; è importante non disperdere le risorse materiali e ideali investite”: Insomma “bisogna recuperare la tensione dispersa”.

Ancora, prosegue, “credo che l’assenza o l’affievolirsi della concorrenza sia una delle ragioni di declino del Paese”, e lamenta che i “comportamenti e la mentalità delle imprese, non corrispondenti ad una vera concorrenza e competitività, insieme alle troppe regole che ingessano il Mercato, sono la vera iattura allo sviluppo del Sistema Paese.

Il Presidente di Confindustria Antonio D’Amato ricorda l’esigenza di aprire più spazi al Mercato e alla competitività: ci sono molte liberalizzazioni da fare, penso innanzitutto ai servizi all’impresa ed aggiunge che la mancanza di concorrenza ingessa il Mercato e penalizza le Aziende.

“Pareri illuminati ed analisi oggettive di personalità dell’economia dell’Industria e delle Istituzioni, la cui tensione morale e la cui preparazione professionale sono indiscusse”.

Constatiamo rammaricandoci, che nel nostro mondo, “invece di andare verso il futuro” si va verso il Medioevo, e ci si ancora a modelli ottocenteschi ove “i padroni delle ferriere” dettavano leggi e comportamenti ed imponevano, al “piccolo mondo dell’imprenditoria”, il monopolio del potere indiscusso ed indiscutibile della prevaricazione.

“Allora non c’era l’Antitrust e non v’erano che pochi cervelli illuminati; c’erano solo bisogni, ed è sui bisogni che i monopolisti speculano da sempre per imporre salari da fame e regole insopportabili”.

Non vogliamo che nel mondo della Certificazione, nel “nostro piccolo mondo”, imperi chicchessia, ma ci attiveremo affinché le posizioni di monopolio o dominanti vengano contrastate e dismesse.

Auspichiamo che una sana ed intelligente concorrenzialità aiuti il Mercato a crescere e salutiamo come una “benedizione” la nascita e l’operatività di un nuovo e dinamico Organismo di Accreditamento, VERITAS-ALIM.

In una dialettica e dinamica competitività e concorrenzialità con SINCERT, VERITAS-ALIM contribuisce a rendere il nostro statico settore più aperto alle esigenze deontologiche e di bilancio delle Aziende e più attento alle esigenze di modernità.

La concorrenza a SINCERT di VERITAS-ALIM, contribuisce allo snellimento delle procedure “investendo così sul futuro” che va nella direzione dell’abbattimento delle vecchie e costose paratie formali, prive di contenuto oggettivo, come è nelle aspettative e nei suggerimenti delle Autorità sopra menzionate.

Dr. Alessandro Felloni