STATO DELL’ARTE, PROBLEMI E PROSPETTIVE DELLA
QUALITA’ secondo SINCERT
 
 
 
Spett.le Autorità Garante di Vigilanza sui LL.PP.
Via di Ripetta, 246 - Roma
Alla c.a. Presidente Prof. Garri e
Direttore Dr. Pascale
E p.c.: UNI – Ente Naz. di Unificazione
Direttore Rag. Alessandro Santoro
SINCERT
Presidente Ing. Lorenzo Thione
A tutti gli Organismi di Certificazione
STATO DELL’ARTE, PROBLEMI E PROSPETTIVE DELLA QUALITA’
secondo SINCERT

Abbiamo letto con interesse, curiosità e particolare soddisfazione, l’ultimo comunicato fiume (ben 29 pagine) di SINCERT, a firma del Suo Presidente pro-tempore Ing. Lorenzo Thione sul tema: Il Sistema Italiano per la Qualità.

Il testo, ancorché prolisso e ripetitivo quanto infarcito di concetti abusati, “è particolarmente istruttivo” per le perle e le licenze interpretative, involontarie – noi diremmo necessitate – che vi sono presenti.

Ci asterremmo dalla gratuita irriverenza, ma un poco di sana causticità siamo costretti, nostro malgrado, ad esercitarla; il testo è così invitante e le contraddizioni così numerose che, anche senza voler essere salaci, siamo costretti a qualche leggiadra puntualizzazione.

Partiamo dalle pagine 28 e 29, ove “si tenta di rendere auspicabile”, per il Sistema di Accreditamento Volontario, l’avvento dell’unificazione dei Sistemi Accreditanti, accorpando tutti gli Organismi in un Unico Ente e ritenendo con ciò di favorire il rafforzamento del peso politico del Sistema di Accreditamento a livello nazionale ed internazionale (ora confinato all’ambito volontario).

Secondo la nostra opinione è aberrante il solo prospettare la spogliazione del Sistema di Accreditamento del sano principio della concorrenzialità tra diversi Organismi in competizione tra loro, per sostituirlo con un unico Ente onnivoro ed immanente che, esercitando una illegittima posizione dominante, determini “de facto” situazioni monopolistiche antistoriche e antimercato.

Ma SINCERT è abituata ad esercitare queste posizioni oligarchiche e non parrebbe vero al suo Presidente, esimio esegeta della democrazia etico-professionale, di trasformare la scomoda posizione precaria attuale di SINCERT in una più comoda situazione, sancita con l’imprimatur dell’ufficialità che “de facto” ne istituzionalizzi il monopolio.

Per fortuna, questa iattura NON ACCADRA’, perché in Italia esiste l’Autorità di Vigilanza della Concorrenza e del Mercato che non potrà che impedire questo scempio del concetto di libero mercato, che sancisce la libera e salutare concorrenza come un bene comune da preservare e tutelare.

Risaliamo a pag. 2/29, primo capoverso, ove sono espressi criteri e concetti fondamentali della Qualità, secondo SINCERT ed il Suo cattedrattico Presidente pro-tempore Ing. Lorenzo Thione.

Recita il capoverso in questione: Qualità significa capacità di soddisfare esigenze, di tipo morale e materiale, sociale ed economico, tradotte in determinati requisiti (non generici ma concreti e misurabili).

SINCERT e per SINCERT il suo acuto Presidente pro-tempore, si prefiggono di gestire in esclusiva la qualità attraverso l’analisi dei requisiti non generici ma concreti e misurabili delle capacità di tipo morale, materiale, sociale ed economica dei suoi interlocutori.

Essi, hanno certamente un “LORO METRO” per misurare codeste rare qualità morali, materiali, ecc. specie se accorpate in un unico progetto.
Parrebbe impossibile a tutti i comuni mortali possedere questi elementi di misura che invece SINCERT ed il nostro “Ingegnere”, dichiarandoli indispensabili ed immarcescibili, ritengono di avere il titolo di analizzare in proprio, ritagliandosi così il diritto divino di giudizio.

Anche noi riteniamo utile che “Questi” comunichino a tutti gli interessati codesto “decalogo della morale” al fine di poterci adeguare, e preventivamente, ai requisiti richiesti per non incorrere in inutili quanto tortuosi percorsi di recupero della “misura necessaria” ad iniziare l’iter della agognata Qualità Accreditata da cotanti Savonarola della Certificazione che si arrogano il titolo ed il diritto di vagliare, ancorché le qualità etico-deontologiche, quelle morali o moraleggianti secondo un Loro metro esclusivo.

A pag. 3/29, nel capoverso di mezzo, si recita: In ogni caso, le Norme (siano esse Regole obbligatorie o Norme volontarie) costituiscono il riferimento primario per i processi di costruzione e verifica della qualità e la conformità alle Norme è considerata sinonimo di qualità (nei limiti, si intende, consentiti dalla maggiore o minore “bontà” del riferimento normativo considerato).

Caro Ingegnere ed esimio Presidente pro-tempore di SINCERT, ci trasferisca, per favore, quelle certezze che sono per Lei pane quotidiano, e non ci lasci deambulare in acrimoniosi dubbi ed incertezze!

Quando Ella dice, un poco avventurosamente, invero, (nei limiti, si intende, consentiti “dalla maggiore o minore bontà del riferimento normativo”, considerato) vuole forse intendere che vi sono norme di riferimento più o meno buone e quindi opinabili o è un Suo refuso involontario, questa amena citazione?

A pag. 6/29, nel capoverso a fondo pagina, recita: la conformità alle Norme Tecniche, spesso, indicata con il termine certificazione volontaria, è (o dovrebbe essere) indice di rispondenza dell’oggetto della normazione ……

Orbene, caro alato interlocutore Ing. Lorenzo Thione, Presidente pro-tempore di SINCERT, la normativa è, o dovrebbe essere, fornisce o dovrebbe fornire, indici di rispondenza dell’oggetto?…..

E’ veramente esilarante constatare quanta leggiadra approssimazione aleggi in codesto effluvio di generica informazione che però, nelle Sue intenzioni, dovrebbe rappresentare una guida comportamentale seria e ponderosa ma che si traduce – Suo malgrado – in un veicolo di rara genericità e di approssimazione deontologica di tematiche che invece necessiterebbero di univoca interpretazione, comprensibile a tutti.

A pag. 10/29, ultimo capoverso: Nel settore volontario l’operazione di qualificazione è, generalmente, una scelta volontaria; essa viene indicata con il termine “Accreditamento” ed è eseguita da appositi Enti di parte terza facenti parte della infrastruttura del Sistema per la Qualità, in stretta aderenza alle prescrizioni delle norme di cui sopra. GLI ENTI DI ACCREDITAMENTO, AGISCONO SULLA BASE DI UNA DELEGA “DE FACTO” AD ESSI CONFERITA VOLONTARIAMENTE DAL SISTEMA SOCIO-ECONOMICO.

Allora brevemente e bonariamente rileviamo
1. che l’operazione di qualificazione, è “generalmente” una scelta volontaria;
2. che viene effettuata “in stretta aderenza alle prescrizioni delle norme”
3. che gli Enti di Accreditamento, agiscono sulla base di una delega “de facto” ad essi conferita volontariamente dal Sistema socio-economico
4. …………………………………………

“Finalmente un poco di sana e coraggiosa oggettività che però noi riteniamo, come altre affermazioni che albergano in detto comunicato, contraddittorie e con un largo margine di soggettività; dei veri lapsus freudiani, diremmo”.

La materia dell’Accredito, come è da tutti riconosciuto e noto, non è disciplinata da nessuna Legge dello Stato o da alcuna Direttiva istituzionale ma rappresenta solamente una “realtà de facto” che, tanto SINCERT quanto altri Organismi Accreditanti, tra i quali VERITAS-ALIM, esercitano ed applicano in virtù della necessità di soddisfare esigenze di mercato che pretendono chiarezza e linearità comportamentali, suggerite da “regolamenti autorefenziali” di estrazione internazionale, a cui tutti gli Organismi di Accreditamento, tanto nazionali che internazionali, si uniformano liberamente e che come SINCERT, anche VERITAS-ALIM, quotidianamente e deontologicamente applica.


Insomma, SINCERT, per il tramite del saggio e lungimirante Suo Presidente pro-tempore Ing. Lorenzo Thione, non perde occasione per rinverdire e ribadire l’inconsistenza, la volontarietà e talvolta financo l’opinabilità di regolamenti la cui etica, avendo larghi margini di discrezionalità deontologica, da Loro Stessi affermata con il comunicato oggetto delle nostre riflessioni, andrebbe trattata con moderazione, prudenza e signorilità, piuttosto che calata, come una mannaia sul mercato, senza preoccuparsi minimamente delle sane regole della concorrenza e nemmeno delle aspettative ed esigenze delle Aziende, degli Organismi di Certificazione e degli interessati a vario titolo.
La “disinformazione” (ci auguriamo non capziosa) che vanno seminando tra gli addetti ai lavori, tra le Autorità Istituzionali e gli Enti pubblici ove operano funzionari diligenti, o troppo diligenti, che possono subire indirizzi fuorvianti alimentati da una “informazione interessata”, spesso incompleta quanto autoreferenziata, è frutto di un preciso disegno o è solo il risultato di lapsus freudiani che non giovando ad alcuno non giovano nemmeno a SINCERT?
Una intelligente quanto auspicabile presa d’atto che tenga in conto sia l’esistenza di una concorrenza “de facto” ormai ineludibile, sia l’utilità degli stimoli a progredire che solo con il confronto si alimentano, apporterebbero al comparto dell’Accreditamento ed al mondo della Certificazione quella maggiore autorevolezza e serenità da tutti attesa anche se da “alcuno” temuta.

Riconoscere che l’avvento di un concorrente è un elemento di grande vantaggio per tutto il comparto, è un atto di solare lungimiranza non un fatto di debolezza: questo insegnano i saggi.



Dr. Alessandro Felloni
Direttore Istituto Italiano Certificazione Qualità

Torino, 7-10-2003
Prot. 071003 - FA