UNA ESPERIENZA "ISTRUTTIVA" DA DETROIT...
(Torino, 20 settembre2004)
 
Spett.le Autorità Garante di Vigilanza sui LL.PP.
Via di Ripetta, 246 - Roma
Alla c.a. Presidente Prof. Alfonso Maria Rossi Brigante
Direttore Dr. Pascale
E p.c.: UNI – Ente Naz. di Unificazione
Direttore Rag. Alessandro Santoro
SINCERT
Presidente Ing. Lorenzo Thione
A tutti gli Organismi di Certificazione

Una esperienza "istruttiva" da Detroit, Stati Uniti d’America...

“Relazione a compendio di una illuminante esperienza professionale”:



 

Un grande Paese genera grandi problemi ai quali bisogna dare “grandi” risposte.
Per “grandi risposte” si intendono risposte coraggiose, lungimiranti, addirittura provocatorie: al limite.
Il crinale del “politicamente utile” con quello del “politicamente discutibile” è talvolta labile: solo il risultato rende “giustizia” alle scelte.
Comunemente si dice: l’opinione dei vinti conta solo se coincide con quella dei vincitori e nel ragguagliarvi della mia esperienza americana posso affermare di averne tratto la convinzione che, in una dialettica intellettualmente vivace, tanto i supposti perdenti quanto i supposti vincitori guadagnano in decoro solo a condizione d’essersi lealmente battuti con convinzione per un ideale, anche se “banalmente commerciale”.


 

Perché queste premesse?


 

a Detroit, nel mese di Agosto e segnatamente nei giorni da martedì 17 a giovedì 19 ho partecipato, in qualità di Presidente di VERITAS (Accreditamento Organismi di Certificazione Qualità) e di Coordinatore Pro tempore di SINCERITY (Accreditamento Organismi di Ricerca Demoscopica) ad un Convegno-Seminario sulle problematiche evolutive del concetto di ACCREDITAMENTO e sulle Normative che vengono di conseguenza alla necessità di applicazione degli ACCREDITI esercitati nei diversi Paesi colà rappresentati.
Vi risparmio i dettagli dialettici sugli interventi di facciata, su quelli para-istituzionali relativi alle diverse anime e concetti applicativi cogenti, piuttosto che volontari, sulle diverse e farraginose normative quali imposte, quali autoreferenziate, che Paesi diversi e culture imprenditoriali fra loro diverse cercano di applicare a Mercati che si reggono e prosperano su maturità imprenditoriali a volte in antitesi tra loro e comunque tra loro dissimili per storie, esperienze, persone, territori e geografie.
Vi garantisco che lo “scetticismo” neo-latino rispetto al “pragmatismo” anglo-sassone emersi nel Convegno hanno arricchito la mia “sete di sapere” e le mie curiosità di imprenditore del settore.
A margine ed ha compendio dell’esperienza maturata al Convegno, devo deliziarvi di una “chiosa” che spero sorprenda i miei “lettori certificati” nel numero e nella abituale frequentazione del nostro sito internet www.iicq.it o www.iicq.net..


 

Orbene,


 

diceva George Mac Gregory Salisbury, rappresentante scozzese e grande, autorevole ed universalmente riconosciuto guru della materia, con frequentazioni italiche ed europee che, una delle “anomalie” di codesto nostro mondo della Certificazione è il cosiddetto “riconoscimento di fatto” che premia, in taluni Paesi, (vedi l’Italia) le “primogeniture” di settore, in danno ed in spregio del libero mercato e della libera concorrenza che si sustanziano nella generale anomalia che ritiene il “primo”, quello che ha piantato la bandiera prima di altri, come l’eletto, consacrato dalle “sacre credenziali” che sembra lo autorizzino a ritenersi investito di una simbiotica funzione istituzionale, senza, purtuttavia, che alcuno l’abbia a quell’incarico destinato come diversamente avviene, ad esempio, in Inghilterra ed in altri Paesi ove l’Organismo Accreditante opera in ragione di deleghe, funzioni e rappresentatività disciplinate da una Legge dello Stato.
E prosegue, Salisbury, in alcuni Stati Europei, vedi l’Italia, l’anomalia del predicato di Certificazione e del relativo e volontario Accreditamento, è ancora più stridente che in altri perché la materia dell’ACCREDITO è monotematica ovvero, riguardante la sola Certificazione di Qualità, mentre nel mondo è pluritematica e rivolta all’intero e magmatico mondo consulenziale.
L’aspetto monotematico dell’ACCREDITAMENTO relega in Italia, come in altre realtà europee, l’Organismo Accreditante alla sola funzione di “gendarme della Certificazione” di Qualità e determina nel soggetto che Accredita una anomalia commerciale e di mercato ancora più invasiva, greve e deprimente, tanto da divenire un peso
per le Aziende piuttosto che un incentivo di qualità per il Mercato.
Negli Stati Uniti d’America il concetto di ASSEVERAZIONE e quindi di ACCREDITAMENTO si identifica nella diffusa esigenza di “garanzia” e di “tutela” del Mercato ed è esteso a tutte quelle realtà consulenziali e di ricerca demoscopica ed a tutte quelle realtà che offrono al mercato ”prodotti immateriali” che poggiano il loro esistere ed il loro operare su basi fiduciarie.
Deontologicamente ed eticamente, negli Stati Uniti d’America non è più possibile, dopo il caso Henron, operare esigendo d’essere creduti sulla parola, solo perché si è sempre bene agito.
Del senno di poi, dice il vecchio adagio, son piene le fosse ovvero, del futuro non v’è certezza come del passato non v’è verifica sufficiente perché spesso mancano i riscontri, le informazioni, le analisi profonde cui far riferimento e quindi, negli Stati Uniti d’America, chi pretende atti di fede troppo pretende e mal pretende.
Osservava Salisbury, che in Italia e finalmente, si stanno percorrendo i primi orgogliosi passi per pervenire ad un più vasto utilizzo dell’ACCREDITAMENTO estendendolo a parametri
internazionali d’impiego e aprendo il Sistema di ACCREDITO ad orizzonti di servizio piuttosto che di specioso potere.
Altra anomalia è stata rilevata, in quel contesto, e riguarda il ristretto mondo ed il mercato della Certificazione di Qualità che in Italia è stato “gestito” anacronisticamente quasi fosse un “feudo” ove Principi e Feudatari, da nessuno investiti del titolo, si sono ritagliati un “diritto di marca”, già esistente in Scozia al tempo dei monarchi feudali, ed esercitato solo in virtù di un “ diritto acquisito” per il solo fatto di averlo esercitato in aurea solitudine.
Da quel confronto americano di esperienze, è felicemente emerso che in Italia, finalmente, agiscono più realtà Accreditanti interessate a modelli e sviluppi di Accreditamento non più monotematici ma pluritematici, e tra loro in concorrenza, che realizzano una vera dimensione pluralista ove il confronto tra Organismi Accreditanti diversi consente al mercato, come avviene in molti Paesi anglosassoni, di scegliere il fornitore di servizi più confacente alle esigenze di una Committenza matura ed indipendente.
Ancora, sempre relazionandovi graziosamente sugli argomentari del Convegno americano, debbo riferirvi del manifesto stupore di tutti e sottolineo di tutti i presenti, nell’apprendere della non concorrenzialità che vigeva in Italia in questo settore mentre negli Stati Uniti, come è noto, operano da molto tempo, più di venti Organismi Accreditanti tra loro in dialettica concorrenza.
I convenuti si sono chiesti come mai solo in Italia, prima dell’avvento di VERITAS e SINCERITY esisteva un solo Organismo di Accreditamento e, meraviglia delle meraviglie, monotematico e relegato a poliziotto dell’etica della qualità che però permetteva, con il postulato e precetto del “mutuo riconoscimento”, ad altre numerose realtà di Accreditamento provenienti da Paesi terzi con il portato di modelli imprenditoriali assai diversi tra loro per filosofia di vita, scuole di pensiero, obiettivi ed aspirazioni professionali, cultura e sensibilità radicate e di problematica complementarietà rispetto al modello di vita e di mercato italiani, di agire e prosperare sul territorio e nel mercato italiano in ragione di un forzato comune e malinteso interesse sovranazionale che norme autoreferenziate accomunano, quasi fossero bastevoli ad annullare barriere di gusto, esperienze e derive territoriali e geografiche.
Tutto ciò è parso ai convenuti un vero miracolo italico ed insieme un limite da studiare e sul quale riflettere.
Ai miracoli hanno creduto in pochi ma il limite è noto a tutti, ed il limite italico dell’Accreditamento monotematico è stato identificato nella battaglia di retroguardia ivi generatasi e perseguita da una realtà Accreditante nostrana che si era piccata di non consentire, osteggiandola, la nascita di un concorrente interno.
Concorrente nato comunque, e obtortocollo, da un’esigenza motivata dal comune sentire, da legittime aspettative di esercitare il salutare diritto alla concorrenzialità in un Paese aperto al libero mercato e con affinità elettive che sempre accomunano gli elementi nati dallo stesso ceppo, dallo stesso seme, dalla stessa cultura d’impresa.
Quanto sarebbe stato più utile per il mercato italiano essere accorti e previdenti nel dispensare la “mutualità del riconoscimento” a pochi e selezionati eletti, provenienti da altri paesi, ed invece preoccuparsi di alimentare, supportare, incentivare, sollecitare la nascita di una nostrana e complementare alternativa accreditante interna al paese, con la quale, SI, coltivare una intelligente mutualità di intenti, finalità, obiettivi comuni!
Si sarebbe così tutelato il mercato interno senza subire subalternità da parte di terzi valorizzando risorse intellettuali, commerciali e di mercato tali per cui una sana esigenza di profitto e di cultura dell’impresa avrebbe potuto generare ricchezza ed insieme professionalità esportabili, piuttosto che subire professionalità importate e penalizzare un mercato già asfittico e codino.
Da quell’incontro americano sono tornato arricchito di esperienze, avendo potuto a mia volta e graziosamente dispensarne.
Ho ritrovato, a seguito di quella esperienza, il piacere sottile della scoperta che mi è derivata semplicemente dal verificare di non aver vissuto di utopie nel voler perseguire la strada accidentata dell’Accreditamento alternativo o nel ricercare cervellotiche soluzioni impossibili per un mercato così poco ricettivo.
Ciò che sembrava velleitario perseguire in Italia è invece la quotidianità nel mondo: bastava uscire dal recinto di casa per constatarlo e spero, con questa mia dissertazione sulle divagazioni americane, di aver dato un piccolo contributo al nostro piccolo, borghese mondo conservatore informandolo che bastava aprire la finestra perché entrasse la luce a fendere l’oscurantismo italiota di alcuni.
Ora, confortato dalla solidarietà di molti dei partecipanti il Convegno-Seminario americano e dalla personale constatazione che il nostro orticello italico è solo una piccola, piccola parte di un intero universo cui far riferimento, mi accingo con più determinazione ed impegno nel perseguire l’obiettivo, non più arcaico, velleitario od anacronistico, di consegnare al Mercato nostrano una sana e strutturata alternativa Accreditante che si identifica in VERITAS (Accreditamento Organismi di Certificazione Qualità), SINCERITY (Accreditamento Organismi di Ricerca Demoscopica) e SINCERITYs (Accreditamento Organismi di Consulenza).
“Finalmente e serenamente posso dire: mettiamoci al lavoro e, da esegeta della concorrenzialità, che vinc a il migliore. Alleluia!



Dr. Alessandro Felloni
Direttore Istituto Italiano Certificazione Qualità e
Presidente del Gruppo Certificatori Indipendenti Associato ALIM

Torino, 20-09-2004



1. LETTERA DI ACCOMPAGNAMENTO ORIGINALE (formato pdf)
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2. DOCUMENTO ORIGINALE (formato pdf)
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